Descrizione
Le Copate sono uno dei tesori più raffinati e “nascosti” della tradizione dolciaria senese. Sebbene meno famose del Panforte o dei Ricciarelli al di fuori della Toscana, rappresentano l’apice dell’eleganza gastronomica di Siena.
Ecco una descrizione dettagliata di questo dolce aristocratico:
1. Che cosa sono?
Le Copate sono dolcetti sottili e croccanti, di forma circolare (solitamente di circa 5-7 cm di diametro), racchiusi tra due candide ostie. La consistenza è un perfetto equilibrio tra la fragilità dell’ostia e la compattezza del croccante interno.
2. Gli Ingredienti e il Gusto
L’impasto interno è una sorta di torrone povero di zuccheri ma ricco di aromi, composto da:
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Miele e Zucchero: Portati a ebollizione per creare lo sciroppo legante.
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Frutta secca: Mandorle e noci tostate, tritate finemente (quasi a granella).
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Aromi: Spesso arricchite con un pizzico di anice o vaniglia, che conferiscono quel profumo tipico delle botteghe storiche senesi.
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Cacao: Esistono due versioni, quella “bianca” (tradizionale) e quella “nera” (con l’aggiunta di cacao nell’impasto).
3. La Storia e il Nome
Il nome “Copata” deriva probabilmente dal termine arabo qubbaita (dolce di mandorle), a testimonianza degli antichi scambi commerciali e culturali del Medioevo.
La leggenda vuole che siano nate nel XVIII secolo per mano di un monaco dell’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, o forse nelle cucine delle monache di clausura, che utilizzavano le ostie (normalmente destinate alla liturgia) per creare un dolce che fosse facile da maneggiare senza sporcarsi le dita.
4. Caratteristiche Distintive
A differenza del Panforte, che è speziato e denso, o dei Ricciarelli, che sono morbidi e mandorlati, la Copata si distingue per:
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Leggerezza: È un dolce “etereo”, quasi un biscotto di lusso.
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Estetica: Il contrasto tra il bianco puro delle ostie esterne e il cuore scuro e granuloso è visivamente molto elegante.
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Rarità: È più difficile da trovare rispetto agli altri dolci senesi, spesso relegata alle pasticcerie più antiche e artigianali del centro storico.
Come gustarle
Si accompagnano divinamente con un bicchiere di Vin Santo del Chianti o con un vino da dessert d’eccellenza come il Moscadello di Montalcino. Sono il fine pasto ideale per chi cerca qualcosa di dolce ma non eccessivamente pesante.





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