Descrizione
I Ricciarelli di Siena IGP sono il gioiello della pasticceria senese, considerati tra i dolci più raffinati d’Italia. A differenza dei cantucci, che giocano sulla croccantezza, i Ricciarelli sono celebri per la loro consistenza morbida e fondente, quasi carnosa, che deriva da una lavorazione magistrale delle mandorle.
L’Identità del Ricciarello IGP
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Forma: La tipica forma a losanga ovalizzata (simile a una barchetta).
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Superficie: Si presenta screpolata e mossa (le cosiddette “crepature”), abbondantemente ricoperta di zucchero a velo.
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Interno: Il cuore è di un colore beige chiaro, umido e morbido. La base del biscotto è spesso costituita da un sottile strato di ostia.
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Gusto: Un’esplosione di mandorla, con un retrogusto leggermente amarognolo che bilancia la dolcezza e un profumo delicato di scorza d’arancia e vaniglia.
Il Disciplinare IGP: Regole d’Oro
Essere “IGP” (Indicazione Geografica Protetta) significa che ogni passaggio e ogni ingrediente deve rispettare standard rigorosi legati al territorio senese:
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Mandorle di qualità: Sono l’ingrediente principale. Possono essere presenti sia mandorle dolci che una piccola percentuale di mandorle amare (per quel tocco aromatico inconfondibile).
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Niente farina (o quasi): L’impasto non prevede l’uso di farina di frumento come ingrediente strutturale, rendendoli naturalmente molto vicini alle esigenze di chi evita il glutine (anche se bisogna sempre controllare le certificazioni per le contaminazioni).
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Lievitazione naturale: L’impasto deve riposare per almeno 24 ore prima della cottura affinché gli aromi si fondano e lo zucchero si sciolga correttamente.
La Storia: Dalla nobiltà alle spezierie
L’origine risale al XIV secolo. La leggenda narra che fu il cavaliere Ricciardetto Della Gherardesca a introdurli, portando dalla Terra Santa dei dolcetti dalla forma arricciata che ricordavano le babbucce dei sultani.
Storicamente venivano preparati nelle spezierie (le antiche farmacie), gli unici luoghi dove si potevano trovare le spezie e gli aromi pregiati necessari per confezionarli.
Abbinamenti d’Eccellenza
Essendo un dolce aristocratico, richiede compagni di pari livello:
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Moscadello di Montalcino: Un abbinamento territoriale perfetto, specialmente nella versione Vendemmia Tardiva.
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Vin Santo del Chianti Classico: La scelta più tradizionale.
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Tè nero o Caffè: Per un contrasto più moderno, il calore del caffè esalta la parte oleosa delle mandorle.
Curiosità: Come riconoscerli?
Se al morso il Ricciarello risulta gommoso o troppo duro, non è un vero Ricciarello senese. Quello autentico deve quasi “scomparire” in bocca, lasciando un persistente aroma di marzapane fresco e agrumi.





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