Descrizione
Il Vin Santo è molto più di un semplice vino da dessert per i senesi: è il simbolo dell’accoglienza e della convivialità. Quando parli della “bottega senese”, evochi quell’atmosfera delle storiche drogherie e pasticcerie di Siena dove il tempo sembra essersi fermato.
Ecco cosa rende unico il Vin Santo legato alla tradizione di Siena:
1. Il Carattere e le Uve
Nelle terre senesi (specialmente nel Chianti Colli Senesi), il Vin Santo si ottiene principalmente da uve Trebbiano e Malvasia.
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Occhio di Pernice: È la variante più rara e pregiata, prodotta con uve Sangiovese. Ha un colore ambrato scuro, quasi rossastro, e profumi complessi di prugna e spezie.
2. Il Metodo “Eroico”
Il segreto della bottega senese risiede nel processo di produzione, rimasto quasi invariato nei secoli:
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Appassimento: Le uve vengono appese a dei ganci o stese su graticci di canna (“cannicci”) fino all’inverno, per concentrare gli zuccheri.
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I Caratelli: Il mosto viene sigillato in piccole botti di legno da 50-100 litri, chiamate caratelli.
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La “Madre”: All’interno del caratello si lascia la feccia delle annate precedenti (la madre), che contiene i lieviti indigeni che guideranno la fermentazione per 3, 5 o anche 10 anni.
3. Profilo Sensoriale
Un tipico Vin Santo di bottega senese si presenta:
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Colore: Dal giallo dorato carico all’ambra scuro.
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Profumo: Note intense di mandorla, albicocca secca, miele e vaniglia.
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Gusto: Può variare dal Secco (ottimo come aperitivo con formaggi erborinati) all’Amabile/Dolce (perfetto per il fine pasto).
4. L’Abbinamento Sacro
Non esiste Vin Santo a Siena senza i Cantucci (o meglio, i Cantuccini). La tradizione vuole che il biscotto venga inzuppato nel vino per ammorbidirlo, creando un connubio perfetto tra la nota tostata della mandorla e la dolcezza alcolica del vino.
È un vino che non ha fretta, proprio come la vita che scorre tra i vicoli delle Contrade.




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